Cooperativa Bagnini Cervia | Progetto “Spiagge sicure” i bagnini di Cervia contro l’abusivismo
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Progetto “Spiagge sicure” i bagnini di Cervia contro l’abusivismo

Progetto “Spiagge sicure” i bagnini di Cervia contro l’abusivismo

Contributo della Cooperativa Bagnini di Cervia al contrasto del fenomeno dell’abusivismo commerciale nelle spiagge.

Progetto Spiagge Sicure 2014-2016

Contributo della Cooperativa Bagnini di Cervia al contrasto del fenomeno dell’abusivismo commerciale nelle spiagge.

PREMESSA

Il passato impegno profuso dalla collettività nella lotta all’abusivismo commerciale sulle spiagge cervesi, seppur importante, non è stato sufficiente a raggiungere il risultato atteso. Ciò ci impone una riflessione anche in relazione ai costi e ai benefici delle attività intraprese e da intraprendere. Peraltro, di fronte alle continue sollecitazioni pervenute, atte ad individuare nuovi percorsi di contributo al contrasto del predetto fenomeno illegale, la Cooperativa Bagnini di Cervia suggerisce all’attenzione di tutte le parti coinvolte, la possibilità di introdurre alcuni elementi di innovazione nell’approccio al fenomeno.

Investire sull’incremento temporaneo delle unità di sorveglianza (es. vigili assegnati alle spiagge) nella speranza di eliminare, o almeno arginare, il fenomeno laddove si manifesta, sconta difficoltà strutturali che ne inficiano stabilmente il risultato, soprattutto sui tratti di litorale con particolari caratteristiche morfologiche.

Inoltre, alcuni necessari interventi di contrasto condotti sulla battigia, nonostante le professionalità impiegate, si accompagnano inevitabilmente a momenti di tensione, con pregiudizio della percettibilità della spiaggia come luogo di vacanza.

La spiaggia, per ciò che rappresenta e per la frequentazione, è un ambiente particolarmente delicato, è pertanto auspicabile che le maggiori attività di repressione siano rivolte negli altri ambiti territoriali.

Le modalità di contribuzione economica volontaria di associazioni ed organizzazioni d’impresa non assicurano la necessaria pianificazione degli investimenti utili al contrasto del fenomeno.

L’attuale congiuntura economica ha peraltro ridotto le potenzialità di tale sistema, palesando le difficoltà di operare strutturalmente anche solo sul breve periodo.

In tal senso, ad esempio, anche le campagne informative di sensibilizzazione, saltuarie e di portata ridotta (depliant, pubblifono, etc.), non hanno determinato la necessaria consapevolezza della illiceità e della pericolosità dei prodotti acquistati.

Un’innovativa azione di contrasto, basata su un maggior confronto con i vari livelli istituzionali nazionali, con le diverse esperienze europee, nonché con gli organismi di tutela dell’impresa e dei consumatori, può contribuire a migliori risultati.

La sola defiscalizzazione del contributo privato, insieme ad altri interventi fiscali di scopo destinati a sostenere progetti di tutela della legalità, favorirebbe l’afflusso di risorse nel tempo.

 

Il coinvolgimento di diversi argomenti e di svariati soggetti è dunque la premessa ai contenuti della proposta.

 

PROPOSTA

I soggetti coinvolti:

la Comunità Europea

il Parlamento

la Regione Emilia Romagna

il Comune di Cervia

le forze dell’ordine

le rappresentanze politiche

le associazioni di impresa

le associazioni di tutela del consumatore

 

Gli elementi analizzati:

il Pubblico (Regione Emilia Romagna/Comunità Europea)

dati del fenomeno

costi e i benefici

studio e ricerca

intervento normativo

fiscalità

comunicazione

 

IL PUBBLICO/LA REGIONE EMILIA ROMAGNA

È evidente che lo stato dei luoghi incide sulla qualità dell’offerta turistica.

In altre importanti località del Mediterraneo, il fenomeno della vendita sulla spiaggia è contenuto e circoscritto ad ambiti molto ristretti, tale da rappresentare un evento straordinario.

La clientela cosiddetta di “prima linea” (prime file in spiaggia), solitamente, è quella di maggior valenza economica, anche in relazione alla permanenza.

Oggi, in particolare, questa importante clientela manifesta, con sempre maggiore evidenza, fastidio e disturbo, causati dalla continua offerta di merce, con sovrapposizione di venditori e prodotti di ogni tipo oltre ai servizi alla persona, che negli ultimi anni è cresciuta in modo esponenziale.

Prestigiose strutture alberghiere da anni denunciano tale fenomeno come pregiudizievole per l’affermazione della proposta alberghiera.

Inoltre, la sicurezza della balneazione, che rappresenta anche un nuovo elemento dirompente e contributivo per la promozione turistica, rischia di essere compromessa, in talune circostanze, dalla numerosa presenza dei venditori abusivi.

Garantire vivibilità – legalità, sia sulle spiagge che nelle aree urbane, è premessa fondamentale allo sviluppo turistico.

In questo senso è auspicabile un maggior coinvolgimento della Regione Emilia Romagna a supporto di progetti e risorse.

 

IL PUBBLICO/LA COMUNITÀ EUROPEA

Verificare la legislazione europea in relazione alla tutela dei consumatori e delle imprese ed alla possibilità di sostenere e/o finanziare progetti divulgativi negli ambiti sociali (scuole, altro) sul tema della legalità. Accertare normative ed esperienze di altri paesi europei, promuovendo un convegno internazionale a Cervia sul fenomeno dell’abusivismo commerciale e della contraffazione (made in Italy agro-alimentare).

 

I DATI DEL FENOMENO A CERVIA

Vedi allegati.

 

VERIFICA COSTI/BENEFICI

Verifica dell’ammontare delle risorse e dei costi oggi impiegati nell’attività di repressione e prevenzione (contributi associazioni, amministrazioni comunali) in relazione ai risultati ottenuti.

 

STUDIO E RICERCA

Affidamento di uno studio-ricerca sull’impatto economico dell’abusivismo, sia in termini di volume di affari che di fiscalità evasa.

Indagine sui rapporti fra commercio abusivo ed organizzazioni criminose (la filiera illegale).

Ricerca sulla pericolosità di oggetti, indumenti, accessori, giochi venduti sulla spiaggia che non sono prodotti nel rispetto delle normative vigenti. In tal senso, verifica di esperienze e testimonianze degli operatori sanitari, con il coinvolgimento delle associazioni di tutela del consumatore

Attività di sensibilizzazione del consumatore sulla pericolosità dei prodotti illegali (materiali tossici, colori inquinanti, etc.), attraverso operazioni di comunicazione.

INTERVENTO NORMATIVO

La Cooperativa Bagnini invita i parlamentari della Regione a presentare interpellanze parlamentari che mettano in evidenza la gravità del fenomeno e le negative conseguenze in ambito turistico.

FISCALITÀ

S’identifica nel tema della fiscalità lo strumento necessario per la costituzione di fondi destinati al finanziamento di progetti mirati.

È in tal senso auspicabile che i contributi erogati dai soggetti privati (imprenditori, associazioni) possano beneficiare della defiscalizzazione così come avviene già oggi in altri ambiti.

COMUNICAZIONE

Realizzazione di un progetto di comunicazione istituzionale, a livello nazionale (es. Pubblicità Progresso – testimonial), sugli effetti del fenomeno dell’abusivismo commerciale.

Partecipazione a trasmissioni e programmi di informazione radio/tv (sostenuta dalle associazioni di categoria, della cooperazione, dell’industria) dedicati al tema.

Iniziative sul rapporto commercio-legalità nelle scuole medie inferiori e superiori (programma coadiuvato da associazioni di volontariato, organi istituzionali, polizia di stato, guardia di finanza, municipale, etc).

Istituzione di un osservatorio sul fenomeno dell’abusivismo commerciale a Ravenna (numero verde).

INTERVENTI SUL TERRITORIO

Verificare la possibilità di realizzare una rete di videocamere di sorveglianza nella fascia ricompresa fra gli stabilimenti balneari e gli hotel, pur nel rispetto delle normative di legge.

Intensificare collaborazioni fra le amministrazioni, le associazioni di categoria, i proprietari, altri.

Sostenere progetti di reperibilità delle risorse in ambito comunale (imposta di scopo comunale, contributi volontari, sponsor, altro).