Progetto Riviera Cervia: i dati del convegno di sabato 17 ottobre
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Progetto Riviera Cervia: i dati del convegno di sabato 17 ottobre

Progetto Riviera Cervia: i dati del convegno di sabato 17 ottobre

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Estate 2020: effetto netto positivo rispetto alle aspettativa per il 26% degli operatori tuttavia sono mancati all’appello 1,4 milioni di presenze (-42%) e il fatturato delle strutture ricettiva si stima complessivamente in diminuzione del 43% nell’arco del 2020. É quanto è emerso dallo studio curato da Nomisma per la Cooperativa Bagnini di Cervia con il patrocinio del Comune di Cervia e in intesa con la Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del “Progetto Riviera Cervia 2020 – TURISMO E COVID -19: i nuovi scenari per le imprese di Cervia” che è stato presentato alla cittadinanza sabato 17 ottobre a Milano Marittima alla presenza dell’Assessore della Regione Emilia Romagna Andrea Corsini. Occorre guardare al 2021 per consolidare la competitività del territorio ripartendo dal turismo grazie ad un insieme coordinato di azioni e investimenti. Proprio a fronte di questa conclusione la Cooperativa bagnini di Cervia ha portato al convegno Sinloc, società di consulenza e investimento che opera su tutto il territorio nazionale ed è attiva in Europa su progetti comunitari.

 

La crisi di questo 2020 ha proiettato imprenditori e operatori della filiera del mare fuori dalla zona di comfort. La presa di coscienza è stata rapidamente superata al termine del lockdown per passare all’azione, consentendo una coraggiosa riorganizzazione ed una ripartenza.

La perseveranza e la lungimiranza della Cooperativa Bagnini di Cervia hanno spinto a realizzare il “Progetto Riviera Cervia 2020” per monitorare il presente e prepararsi a gestire il futuro – il 2021 sarà un anno di transizione – di un settore, il turismo, vitale per il territorio.

 

L’estate appena terminata ha avuto un impatto netto positivo rispetto alle aspettative per il 26% dei responsabili di strutture alberghiere, nonostante questo aspetto in parte confortante e sinonimo di capacità imprenditoriale del territorio di reagire e attrarre clienti, nel periodo aprile-settembre sono mancati all’appello 264,3 mila arrivi (-37% vs 2019) e 1,4 milioni di presenze (-42% vs 2019). Si stima che nel 2020 le strutture ricettive perderanno il 43% del fatturato e il 12% sia destinato alla chiusura.

 

Il turismo è stato «mordi e fuggi», si è ridotta la permanenza media a 4 notti e questo ha favorito i «weekend lunghi» e la prossimità. In questo contesto, la riviera di Cervia ha continuato ad essere scelta per le spiagge attrezzate e la capacità di garantire sicurezza, convivialità e aree all’aperto accoglienti.

 

Tutti i settori del territorio, seppur con alcune difficoltà – in particolare il commercio al dettaglio con contrazioni di fatturato anche del 60% – , hanno dimostrato una buona tenuta, incluso il settore immobiliare, che si è confermato sostanzialmente stabile dopo l’uscita dal lockdown – affitti e compravendite – grazie anche ad un positivo “effetto di trascinamento” per le attività e le azioni seminate prima della chiusura forzata. Un punto di attenzione è per il non residenziale, che si sta caratterizzando per una progressiva crescita dell’offerta a fronte di una domanda incerta; una minaccia che può trasformarsi in opportunità per chi ha la possibilità di investire.

 

Il tessuto imprenditoriale, da sempre solido e caratterizzato da un medio-basso profilo di rischio, ha saputo reagire alla situazione di emergenza. Molteplici le iniziative attuate dalle istituzioni – l’esenzione dalla TOSAP per l’occupazione del suolo pubblico – e dagli istituti di credito – BPER Banca ha ad esempio accordato 770 sospensioni di rimborso di finanziamenti, concentrando in soli 3 mesi il numero di operazioni di finanziamento che si concentrano abitualmente in un anno – per favorire in modo diretto ed indiretto la liquidità. L’insieme di queste azioni ha consentito di raggiungere un risultato migliore delle aspettative, superando una stagione «corta», a cui è mancato l’ossigeno nei mesi di maggio e giugno.

 

L’entusiasmo per il superamento della crisi «di breve» periodo non può far distogliere lo sguardo e l’attenzione dal 2021, considerando il contesto macro economico non favorevole dovuto alla diminuzione dei redditi delle famiglie (-5,8% nel II trim. 2020 – ISTAT), aumento dei non occupati (+500.000 unità tra febbraio e luglio 2020 – ISTAT), nel solo mese di Agosto sono state 44 milioni le ore di cassa integrazione autorizzate nel settore alberghiero e nella ristorazione e il clima generale di incertezza economica (previsione PIL 2020 -8,3%).

 

Con la ripresa degli arrivi turistici nel 2023 ai livelli del 2019, i turisti stranieri rappresentano un convitato di pietra al tavolo del turismo e per il territorio appare prioritario reinventarsi, ripartendo proprio dal turismo per attrarre nuovi flussi ed immaginando come sarà il viaggiatore nel 2021.

 

I piani di investimento delle imprese e le connesse fonti di finanziamento tradizionali e ibride (con possibilità di forme di compartecipazione al capitale o formule agevolate di rimborso) dovranno favorire l’innovazione del modello di business e la mobilità a sostegno dell’attrattività del territorio; da non sottovalutare nella definizione di strategia ed execution il ruolo dell’Unione Europea e dei 209 miliardi di fondi stanziati a favore dell’Italia.